In ABB le tecnologie additive sono già una realtà. Il workshop interno organizzato nelle scorse settimane, presso lo stabilimento produttivo di Dalmine, partiva da un tema molto pratico: capire quali altre applicazioni possono essere sviluppate mettendo queste tecnologie a disposizione di competenze e reparti diversi. L’incontro ha coinvolto persone provenienti da differenti aree aziendali, chiamate a confrontarsi direttamente con tecnologie, materiali e possibilità applicative dell’Additive Manufacturing.
Energy Group ha partecipato al workshop portando la propria esperienza sulle soluzioni Stratasys e lavorando insieme ai partecipanti sui possibili ambiti di utilizzo.
Guardare una tecnologia partendo da ciò che serve
Quando una stampante 3D è già presente in azienda, conoscerne meglio le possibilità può aprire scenari ulteriori rispetto alle applicazioni per le quali era stata inizialmente introdotta. È stato uno dei temi centrali del workshop. Il confronto tra chi conosce i processi interni di ABB e chi lavora quotidianamente con le tecnologie additive ha permesso di ragionare su esigenze reali: componenti da sviluppare, prototipi, attrezzature, geometrie particolari e caratteristiche richieste ai materiali. In questo modo la discussione sulla tecnologia si è spostata rapidamente sulle applicazioni.
Stratasys: tecnologie diverse per esigenze diverse
Durante il workshop sono state approfondite le possibilità offerte dall’ecosistema Stratasys, che comprende processi additive differenti per caratteristiche e ambiti di utilizzo. La tecnologia FDM permette di lavorare con termoplastici tecnici e materiali adatti anche alla realizzazione di parti funzionali e attrezzature. PolyJet offre caratteristiche di altro tipo, particolarmente interessanti quando il progetto richiede qualità superficiale, dettaglio e possibilità di combinare proprietà diverse all’interno dello stesso modello. Con un sistema di additive manufacturing come Stratasys H350, che lavora con tecnologia SAF, il tema si sposta invece verso produttività e realizzazione di serie di componenti.

Più che presentare le singole tecnologie come alternative, durante il workshop il confronto si è concentrato sul rapporto tra applicazione, materiale e processo produttivo. Per un progettista questa distinzione è importante: significa poter valutare la produzione additiva partendo dai requisiti del componente e scegliere successivamente il processo più coerente.
Materiali e applicazioni entrano nella progettazione
Una parte importante della discussione ha riguardato i materiali. Caratteristiche meccaniche, comportamento termico, precisione, finitura e condizioni di utilizzo del componente influenzano direttamente la scelta del processo additive. Portare queste informazioni ai team che lavorano sul prodotto, permette anche di anticipare alcune valutazioni. Un componente può essere pensato fin dalle prime fasi considerando le possibilità offerte dalla produzione additiva, anziché verificare soltanto a progetto concluso se possa essere stampato in 3D. È un cambio di prospettiva particolarmente interessante per progettazione e R&D, perché amplia il numero di soluzioni che possono essere prese in considerazione durante lo sviluppo.
Un confronto interno per far circolare competenze
Il formato scelto da ABB ha favorito un confronto diretto tra persone con esperienze differenti. Da una parte chi conosce prodotti, processi ed esigenze specifiche dell’azienda. Dall’altra, specialisti capaci di approfondire materiali e tecnologie additive e di collegarli a casi applicativi concreti. La visita ai sistemi e il confronto tecnico hanno permesso di affrontare i temi emersi durante la giornata direttamente con gli specialisti, entrando nel merito delle singole esigenze. Per un’azienda che dispone già di tecnologie additive, momenti come questo servono soprattutto ad allargare la conoscenza interna delle loro possibilità e a coinvolgere nuovi interlocutori nella ricerca delle applicazioni.
Energy Group e Stratasys al fianco delle aziende
Come partner Stratasys, Energy Group lavora con le aziende partendo proprio dall’analisi dell’applicazione. La scelta di una tecnologia o di un materiale arriva all’interno di questo percorso: prima occorre comprendere cosa deve fare il componente, come verrà utilizzato, quali caratteristiche deve avere e quale risultato produttivo si vuole raggiungere. Il workshop realizzato in ABB ha portato questo metodo direttamente all’interno dell’azienda, coinvolgendo persone che osservano l’Additive Manufacturing da prospettive professionali differenti. Ed è proprio da incontri e scambi di questo tipo che possono emergere nuovi spunti applicativi da approfondire nei giorni e mesi a seguire, a favore di uno sfruttamento delle tecnologie additive al massimo possibile e a un incremento di una collaborazione interna ai reparti, che si dimostra particolarmente efficiente e produttiva.